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La più grande città fortificata della Serenissima…


Il 14 dicembre 1868, a seguito della decisione dell’imperatore Francesco Giuseppe I, Zara cessa di essere definitivamente una città fortificata.


Zara, la più grande città fortificata della Serenissima dotata di un maestoso sistema di fortificazioni, bastioni e canali difensivi, a seguito della decisione dell’imperatore Francesco Giuseppe I del 14 dicembre 1868 cessa di essere una città fortificata. Già il 24 febbraio del 1873, Zara sottoscrisse un accordo per l’abbattimento delle mura di fortificazione nella parte sudoccidentale della città e dal 14 dicembre 1868 la Porta Terraferma rimase costantemente aperta. Sessant’anni dopo, più precisamente nel 1929, venne interrato fino a Fosa il fossato che si estendeva tra le imponenti  mura cittadine, mentre dieci anni dopo, lungo la riva di questo bellissimo porticciolo, venne realizzata una passeggiata.


L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) si pone l’obiettivo di contribuire alla pace e la sicurezza dei popoli, promuovendo la collaborazione tra i Paesi del mondo attraverso i canali dell’educazione, della scienza e della cultura. Uno dei compiti dell’UNESCO è quello di incoraggiare l’identificazione, la protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale che rappresenta la storia e l’identità di ciascun popolo e costituisce l’eredità del passato da trasmettere alle generazioni future. A tale scopo, dal 1972 è stata istituita la Lista del Patrimonio Mondiale, che ad oggi comprende 981 siti. Attualmente il Paese che conta più siti in assoluto è l’Italia (49 in totale).


Il progetto di candidatura su UNESCO DI 2017 aveva come oggetto il sistema difensivo costruito dalla Repubblica di Venezia tra il XV e il XVII secolo. Si trattava di un sito seriale, formato da otto componenti suddivise in tre Stati affacciati sul Mare Adriatico.


Il sito è rappresentativo del più complesso progetto fortificato voluto dalla Serenissima per controllare i suoi territori e le tratte commerciali che si estendevano fino al Medio Oriente.


Il sistema si snoda per oltre mille km tra le Prealpi lombarde e la costa orientale dell’Adriatico, cioè nell’area compresa tra l’avamposto di difesa occidentale (Bergamo, Italia) e le Bocche di Cattaro (Montenegro). Tra Stato di Terra (Lombardo-Veneto) e Stato di Mare (Croazia, Montenegro), questa sorta di unica e antica enclave conserva ancora oggi significativi esempi delle fortificazioni veneziane, importanti testimonianze dell’interazione tra i popoli e, più in generale, della cultura espressa da Venezia nel mondo.


Infine il secolo XVII si connota per il completamento delle opere precedentemente avviate e per l’affinamento delle tecniche difensive che, nel loro insieme, costituiscono eccezionali esempi della nuova architettura militare.


 

Il sito, attraverso le sue componenti, presenta una serie formata da diverse soluzioni difensive: città fortificate (Bergamo, Peschiera del Garda e Curzola), città fortezza progettata ex novo (Palmanova) e sistemi di difesa complessi (Laguna di Venezia, Zara, Sebenico e Bocche di Cattaro). In tutti i casi, si tratta di manufatti che caratterizzano ancora oggi il contesto urbano e geo-morfologico nel quale si inseriscono. Il sito transnazionale coinvolge l’Italia, la Croazia e il Montenegro. I Comuni compresi nella proposta di candidatura sono Bergamo, Peschiera del Garda, Palmanova e Venezia per l’Italia; Zara, Sebenico, Hvar e Curzola per la Croazia, infine Castelnuovo, Cattaro e Ulcinjper il Montenegro. La selezione di questi luoghi riflette la storica suddivisione dei domini veneziani in Stato di Terra (Italia) e Stato di Mare (Croazia e Montenegro), affacciati sul Mare Adriatico un tempo noto come “Golfo di Venezia”.



Più informazioni: www.unesco-venetianfortresses.com